Siamo in emergenza climatica, lo sappiamo,
Siccità, ghiacciai che si sciolgono, isole di plastica nel mare; chiediamo sempre più energia e ne abbiamo sempre meno. Il buco nell’ozono rende la temperatura sempre più alta: tirare una boccata d’aria rischia di far male alla nostra salute perché le emissioni di anidride carbonica la rendono irrespirabile.
Per non parlare di spill over e altre cose più complesse: parliamo di fatti che sono alla portata della nostra esperienza quotidiana.
Questa sembra la chiave utilizzata dalla associazione L’Altro Scatto nel partecipare al progetto fotografico nazionale Ambiente Clima Futuro promosso dalla FIAF.
Ci sono muretti che sembrano un confine (valicabile) tra l’ambiente costruito delle città e quello naturale del mare.

Ci sono le tracce che riversiamo nell’ambiente quando produciamo rifiuti: quelli innocui degli scarti alimentari che possono anche produrre nuova vita,
quelli che producono un fastidioso fuori luogo come una bottiglia di birra sulla spiaggia (sporcaccioni)
ma anche i grigi sudari di plastica che ricoprono i ghiacciai alpini
c’è il paradosso di sacchi di sabbia che ci difendono dal mare: quasi un nemico terribile anzi che generatore di vita.
Rimarranno solo navi senza mare?
Rimarrà forse solo il mare, senza nessuno che lo guardi?
O forse ci rigenererà lo sguardo di un bambino
un nuovo argonauta che possa rinnovare l’alleanza tra gli uomini e la natura