G.G. Belli

Questa statua del Giuseppe Gioacchino Belli, nella sua intera bellezza, rappresenta un pezzo di romanità.

La statua si trova nella piazza dedicati al Belli, tra Viale Trastevere e ponte Garibaldi. La localizzazione non ha un motivo conosciuto, in quanto Trastevere non è il rione in cui nacque né quello in cui abitò il Belli.

Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli nacque a Roma nel 1791 da una famiglia benestante; però l’occupazione francese, il trasferimento della famiglia prima a Napoli e poi a Civitavecchia e infine la morte dei genitori lo portarono, già da giovane, a interrompere gli studi e a cercare lavoro.

Molto precoce come scrittore (a 15 anni già pubblicava le prime opere) arrivò via via a rivestire incarichi ufficiali come quello di segretario dell’Accademia dell’Arcadia, con la responsabilità della censura letteraria (vietò nello stato Pontificio le opere di William Shakespeare).

La sua carriera ebbe una svolta dopo il matrimonio con una ricca vedova: Belli si dimise dagli incarichi statali e si dedicò ai viaggi ed alla composizione di sonetti ed altre opere letterarie.

«Io qui ritraggo le idee di una plebe ignorante, comunque in gran parte concettosa ed arguta, e le ritraggo, dirò, col concorso di un idiotismo continuo, di una favella tutta guasta e corrotta, di una lingua infine non italiana e neppur romana, ma romanesca.»

(Giuseppe Gioachino Belli, introduzione alla raccolta dei sonetti)

La statua collocata a Trastevere fu realizzata da Michele Tripisciano in occasione del cinquantennario della morte del Belli.

Oltre a rappresentare il poeta, la statua contiene allegorie e rappresentazioni della romanità:

il ponte Fabricio con l’erma di Giano quadrifronte.

 

 

 

 

 

Il Fiume Tevere, la Lupa e Romolo e Remo

 

 

La statua di Pasquino e il popolo romano

 

 

 

 

 

I mascheroni della Poesia e della Satira da cui sgorga(va) l’acqua in due fontane

 

 

 

 

 

Alcuni link ai sonetti del Belli:

I sonetti sul web

i sonetti in pdf

alcuni sonetti tradotti in esperanto