Raccontano le cronache recenti che la statua che oggi si trova appena entrati nel parco del Gianicolo proveniendo da Largo di Porta San Pancrazio si trovasse fino a 10 anni fa a Passeggiata di Ripetta; se fu spostata vicino ai 228 busti degli eroi della Repubblica Romana è perché anche questa statua è dedicata ad uno di essi, forse uno dei più famosi nella tradizione popolare romana.
Solo che se diciamo che si chiamava Angelo Brunetti non a tutti questo nome risulterà famigliare; più facilmente sarà riconoscibile il suo soprannome: Ciceruacchio.
Era nato nel 1800 e di mestiere faceva il carrettiere, trasportando il vino dai Castelli a Roma. Era però dotato di grande eloquenza tanto che il suo soprannome deriva per metà da Cicero ossia Cicerone. L’altra metà sembra derivi da rocchio, sostantivo che sta ad indicare un oggetto piccolo e tozzo. Il contrario di quell’immagine eroica e plastica che ci consegna la statua eseguita da Ettore Ximenes.
Ciceruacchio è stato uno degli animatori della Repubblica Romana dopo essere stato a capo della Fratellanza di Trastevere.
Sopravvisse ai combattimenti contro le truppe francesi di Oudinot e scappò al seguito di Garibaldi. Sia come sia non ebbe però una gran fortuna e, scampato ai francesi, fu fucilato dagli austriaci nei pressi del delta del Po, assieme ai suoi due figli dei quali uno è quello che gli si attacca alla camicia nella statua di cui stiamo parlando.