The sun eats her children è una mostra che abbiamo fatto in tempo a vedere a Trastevere poco prima della sua chiusura. Mostra è un bel termine: contiene il concetto della mostruosità, ossia il massimo del brutto che riusciamo a concepire, ma anche del prodigio, della dimostrazione, dell’ammonimento. Giocando sul contrasto tra bello e brutto, buono e cattivo, vita e morte, tenerezza e terrore l’autrice insinua prepotente il dubbio che ci sia qualcosa di sbagliato nel nostro rapporto con la natura e con il resto del genere umano.
La contraddizione, il monito, nascono già dal titolo della mostra: il Sole, fonte di vita e non a caso declinato al femminile (her: suo di lei, pronome possessivo femminile) mangia il suo stesso figlio.
Luogo
S. Andrea de Scaphis, già conosciuta come S. Andrea dei Vascellari, oratorio dell’ 821 che si trova all’angolo tra via dei Vascellari e Via dei Salumi.
Protagonisti
Precious Okoyomon
Artista di origini nigeriane, nata a Londra e stabilita a New York.
Gavin Brown
Mercante d’arte e gallerista newyorkese. Nel 2015 ha acquistato le mura dell’Oratorio di S. Andrea dei Vascellari dove ha aperto la Galleria S. Andrea de’ Scaphis.
Gli elementi che compongono l’esposizione
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- Una chiesa sconsacrata di cui rimangono solo le mura ed i resti di un altare barocco
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- Ambiente caldo-umido
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- Beloved, l’orso di peluche ingentilito da un nastro bianco e mutandine bianche di pizzo che spalanca gli occhi e piange lanciando urla di terrore
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- Piante, alcune delle quali belle da vedere ma velenose da mangiare: lo Stramonio, la Belladonna, la Lantana.
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- Le Farfalle Morpho, farfalle tropicali importate dall’Africa (e destinate a morire rapidamente benché la specie sia considerata tra le più longeve)
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- L’atmosfera è arricchita di anidride carbonica (che ha l’effetto di stordire i visitatori).
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- Un accompagnamento musicale, che vogliamo definire inquietante, di Kelsey Lu una giovane compositrice statunitense di formazione classica.
Perché non ci piace?
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- Non ci piacciono gli animali in cattività, residuo di come dall’epoca coloniale venivano trattate le diversità.
Cosa ci colpisce?
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- Il titolo dell esposizione richiama quello del quadro di Goya “Saturno che divora i suoi figli”; nella Mitologia greca il Dio del tempo crono divora i suoi figli per evitare che uno di loro lo potesse spodestare.
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- In quest’idea del confinamento della diversità si trovano anche le radici dell istituzione manicomiale.
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- Restiamo nel dubbio se il peluche gridi perché ha paura o perché vuole farci paura.
Di sicuro questa mostra non lascia indifferenti.
Attenzione: la visione dell’orsetto Beloved è sconsigliata ai bambini!!!