Lucio Domizio Enobarbo detto anche (dopo la sua adozione da parte dell’imperatore Claudio) Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico: semplicemente conosciuto come Nerone. Nato ad Anzio il 15 dicembre del 37 (Sagittario!) e morto a Roma il 9 giugno del 68, in soli 31 anni è riuscito ad essere Imperatore di Roma per quattordici anni ed a diventare tristemente famoso perchè gli fu attribuita la responsabilità dell’incendio di Roma del 64.
E in che periodo Roma fu devastata dagli incendi? L’incendio, secondo Tacito e Svetonio, iniziò nella notte tra il 18 ed il 19 luglio del 64 e durò sei giorni.
Doveva essere un luglio caldo come quello di questa estate 2022: caratterizzata da una siccità che, facendo abbassare il livello del Tevere, ha riportato alla vista i basamenti del ponte che Nerone aveva costruito per migliorare gli attraversamenti per raggiungere le sue proprietà sulla riva destra del fiume (i vizi di Roma sembrano eterni quanto la città).
La domanda è: che c’entra un ponte del Trionfale con Trastevere?
Intanto: il Tevere con Trastevere c’entra sempre.
Ma poi: quando Nerone, se è stato lui, ha dato fuoco a Roma: da dove venivano i “pompieri” che si adoperarono per spegnere le fiamme? Dalla VII Coorte. E dove stava aqquartierata la VII Coorte? In via della VII Coorte a Trastevere.
Ma ne diremo una di più. Nerone più che un incendiario era un amante delle arti, della musica e della filosofia. Era anche molto curioso delle culture e delle religioni straniere. Per cui, si racconta, era spesso suo ospite Pietro, l’apostolo di Cristo. Sì, proprio lui: San Pietro. Che ancora non disponeva di una basilica ma era entrato a Roma proprio da Trastevere, dove erano stanziate le comunità ebraiche (e ancora ci sono). E per di più, secondo recenti rinvenimenti, a Trastevere potrebbe essere stato sepolto: le sue reliquie sembrano siano state individuate nella Chiesa di Santa Maria in Cappella.
E comunque: se era l’imperatore di Roma doveva esserlo anche di Trastevere.
Ndr: Dove sta la secca? Come si vede dalle immagini il livello dell’acqua non sembra diverso da quello delle estati scorse. Gli incendi, invece, ahinoi ci sono e pure troppi.