il frutto del peccato

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Al centro della volta di Santa Maria dell’Orto, sotto l’immagine della Madonna contornata da un tripudio di angeli e putti, compare una scritta che -parlando di frutti- ha sicuramente attinenza con la storia della chiesa; ma, se Dio è nei dettagli, anche il diavolo ogni tanto fa capolino.

Quello che leggiamo è ”Poma nova et vetera servavi tibi“:  i frutti acerbi e quelli maturi ho conservato per te.

Sembra quindi richiamare il fatto che i fruttaroli si fossero molto impegnati nella decorazione della chiesa, finanziando anche il rifacimento della volta; si tratta in realtà di un estratto da quel verso del Cantico dei Cantici che per intero recita:

mandragorae dederunt odorem in portis nostris omnia poma optima nova et vetera dilecte mi servavi tibi

la cui traduzione in italiano è:

“le mandragore mandano profumo; nei nostri pertugi ogni specie di frutti squisiti, acerbi e maturi, mio amato, li ho conservati per te”.

Il cantico dei cantici (di cui quella esaminata è la trascrizione in latino) è un libro della Genesi, conosciuto come una raccolta di canti erotici. 

In rete si trova una attribuzione curiosa:

Biblica Erotica- Leone XIV – Canticus Canticorum 7, 8-14
(https://calepiopress.it/category/leonexiv/page/8/).

La curiosità è che Leone XIV è un personaggio letterario; in realtà l’ultimo papa di nome Leone è il XIII.


Link al testo del VII canto.
https://www.gliscritti.it/dchiesa/bibbia_cei08/at26-cantico_dei_cantici.htm#cap_cantico_dei_cantici_7


Ascolta la lettura del Cantico VII dalla voce di Ilaria D’Agata