
Prima non c’era, ora non c’è più; poi chissà. Già era a termine, destinata a essere rimossa il 21 settembre; poi la coprirono di plastica (un velo pietoso?) poi l’imbrattarono di vernice rossa, come si usava fare con le pellicce delle signore, e quindi la rimossero: promettendo che sarebbe tornata: ma, forse, chissà. Molto rumore per nulla? Molto rumore per una porchetta.
“Nun era male come monumento, la porchetta a Roma è famosa!”
“E Peppa Pig dove la metti?”
“Ma non era mejo mette ‘na cinghiala, co’ tutte quelle che gireno pe’ Roma?”
“O ‘na zoccola!” “Zoccola ‘n che senzo?” “Ner senzo der sorcio, come quelli che stanno giù ar Tevere” “See, ma puro sotto casa mia!”
“Comunque era un po’ bruttina! Tutto quel bianco, pareva un tavolo mortuario con sopra un animale morto”
“Ma la porchetta è buona, e fa pure bene” “‘nzomma…”
“Però un po’ richiama Orwell, perché nella Fattoria degli animali i maiali diventano i dittatori di tutti gli altri animali.”
“Ma a me piaceva l’idea di una nuova statua parlante, oltre quelle storiche dislocate in giro per Roma. E infatti anche qui erano comparsi i cartelli in romanesco, anche se alla fine parlavano solo della statua stessa”.
“C’è pure Animals, dei Pink Floyd: dogs, pigs, sheeps!”
“Ammazza quante ne sapete!”
“Ma siamo o non siamo i Fratelli Caponi!?”
“Poi ci sarebbe anche da dire dell’altra istallazione a piazza Sidney Sonnino”
“Si, ma un’altra volta, che oggi si suda…”