La botte (e il vino) rappresentavano Trastevere?
Ecco qui una piccola e bella curiosità artistica che è possibile vedere mentre si passeggia nel quartiere di Trastevere a Roma.
Una volta entrati nel quartiere di Trastevere bisogna trovare Piazza S. Calisto ed entrare in Via della Cisterna. Guardando attentamente a destra vi cadrà sicuramente lo sguardo su di una grossa botte di marmo travertino appoggiata su di un piedistallo con due mensole laterali. Il tutto è contenuto in una nicchia, anch’essa di marmo, a ridosso del muro di un palazzo. Da una cannella al centro della botte zampilla allegramente un generoso getto d’ acqua. Tutto il complesso della fontana si trova all’interno di quattro colonnine spartitraffico disposte a semicerchio. Avvicinandosi lentamente alla fontana cominciano a delinearsi tutti i particolari di questo piccolo capolavoro, ideato e fatto eseguire dall’architetto Pietro Lombardi nel 1927, su commissione del Governatorato di Roma.
A destra e a sinistra della botte, sulle mensole, si vedono due “misure”, le caraffe tipiche delle osterie romane per servire il vino a tavola. Anche da ciascuna delle due “misure”, a destra e a sinistra della botte, fuoriesce un generoso zampilletto d’acqua, che va a finire in due catini semisferici scavati nel marmo e situati alla base del piedistallo su cui poggiano la botte e le “misure”.
Quali erano le altre fontane dei rioni di Roma? Anche se il progetto ne prevedeva 13, si hanno tracce solo di 11:
Fontana della Botte nel rione Trastevere
La Fontana del Timone nel rione Ripa
Fontana delle Anfore, di recente riposizionata a Piazza Testaccio
Fontana delle Arti a via Margutta
Fontana dei Libri nel rione Sant’Eustachio
Fontana dei Monti nel rione Monti
la fontana delle Tiare a Borgo, via del Passetto
fontana delle Palle di Cannone Castel S.Angelo
Fontana della Pigna nel rione Pigna
Fontana di San Lorenzo, andata distrutta
Fontana di Piazza Scossacavalli (ritrovata e spostata a Tomba di Nerone)
Altre immagini della fontana.
Le misure del vino
A quanto corrispondeva un Barzillai di vino? E un Sospiro?
Nelle osterie romane del 1500 la quantità di vino servita al tavolo era quasi più importante della qualità del vino stesso. Gli osti usavano recipienti di terracotta o di metallo che riempivano in maniera, per così dire discrezionale. Ne nascevano quindi spesso dispute e litigi perché i clienti accusavano i gestori di servire meno vino di quanto pagato.
Così verso la fine del secolo papa Sisto V decise di regolamentare la vendita di vino definendo delle misure ufficiali in vetro. Di questa la più grande era il tubo (corrispondente a 1 litro) e la più piccola il sospiro (1/10 di litro).
Più avanti nel tempo, nei primi anni del 1900, comparve una nuova misura: il Barzillai. Corrispondeva a 2 litri e prendeva il nome da un senatore che, nel corso delle campagne elettorali, usava offrire vino da recipienti di quella misura.
Per saperne di più vi rimandiamo all’articolo di the roman post